Ho letto nel Blog di Teiluj una bella pagina su come alcuni naviganti si approcciano all'abbordaggio nei suoi confronti.
Personalmente non ho mai seguito Blog, ne ho guardato distrattamente alcuni a tema (Giochi di ruolo, Software e addirittura Disegno meccanico 3D) ma solo poco tempo fa ho scoperto il Blog-Diario Splinder.
Essendo una mia nuova esperienza ho pensato a ben diritto di inserirlo nel mio Diario.
Naturalmente ce ne sono di vari tipi; da principio molto mi hanno incuriosito quelli che parlavano di sesso (poteva essere diversamente?) guarniti, alcuni più di altri, di particolari. Poi ho trovato Blog con splendide fotografie di bellissime signorine desnude (poteva essere diversamente?). In seguito ho trovato pseudo-Blog poetici contenenti non racconti, ma descrizioni di sensazioni e sentimenti a frasi brevi . Infine ho trovato anche tanti bei barattoli con dentro IDEE o esperienze.
Queste ultime mi interessano molto, sia come punto di incontro che, ma sì, anche come momento di crescita.
Quando ho cominciato a pensare di scrivere 'Gli splinderelli 2' volevo fare una pagina caustica, cominciando a crearmi le prime antipatie tra gli utenti-amici. Volevo scagliarmi contro i Blog di secondo e terzo tipo ( Fotografici e pseudo-poetici ), piantando un pippone su 'Ma che cavolo, metti su foto e io devo apporre la mia approvazione...' o 'Cercate inutilmente di fare poesie con una parola puntata...'.
Si, è quello che volevo fare.
No.
Mi sono accorto che ero salito sul pulpito, e dall'alto stavo decidendo chi è nel giusto e chi nello sbagliato.
Rimesso i piedi a terra, mi son detto che, alla fine, ognuno fa o scrive quel che gli pare, ...ma perchè?.
E mi è sorta un'altra domanda, perchè si scrive un Blog?
Quel che ho visto per ora di Splinder mi pare che sia una leggera variazione sul tema Diario. Il caro vecchio diario lo si teneva nascosto, sotto una fila di fazzoletti o maglioni nel cassetto di camera, con la falsa speranza che nessuno mai lo potesse leggere. Ora anzichè celare il diario si cela la propria identità, raccontando e condividendo in pubblico le proprie esperienze. La privacy è ancora assicurata e sfogo personale viene anche amplificato, condiviso e appoggiato dagli eventuali amici-lettori. Questo mi sembra almeno più coerente rispetto al Diaro personale di carta.
La mia conclusione è che si scrive un Blog per avere una visibilità, per avere due opinioni personali che viaggiano per la vastità della rete con tutte le possibilità che permette questo strumento. Questa visibilità viene espressa nei modi e metodi in cui ognuno di noi meglio si rappresenta come forme di esibizionismo sessuale, di autoscatti sensuali, di poesia (più o MENO riuscita) o al semplice (ma non scontato) narrare il quotidiano.
Dopo questa mi sento Umberto Eco.
A Voi l'ardua sentenza.
MadFool.